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VIDEO – La direttiva europea Recast e la liberalizzazione ferroviaria
20 Giugno 2015 Ferrovie
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Giunge sul filo di lana l’approvazione da parte del Governo del decreto legislativo che rende operativa anche nel nostro paese la direttiva del Parlamento e del Consiglio Europeo per l’istituzione di uno spazio unico nel trasporto ferroviario, meglio nota come “direttiva Recast”.
La normativa europea, che doveva essere recepita dai vari parlamenti nazionali entro il 15 giugno 2015, regolamenta i diversi aspetti per l’accesso alle infrastrutture ferroviarie e l’opportunità di offrire servizi di trasporto nazionale e internazionale passeggeri per ferrovia in tutta l’UE, sia su base competitiva, secondo i principi della concorrenza e del libero mercato, sia nel campo dei contratti di servizio pubblico, che coprono la gran parte dei tragitti ferroviari nell’UE (90%) e per i quali l’aggiudicazione mediante gara sarà resa obbligatoria.
L’obiettivo comunitario è infatti quello di agevolare il trasporto ferroviario tra gli Stati membri dell’Unione europea, promuovendo lo sviluppo della competizione e la libera circolazione di persone e merci basandosi su due principi fondamentali. Indipendenza delle funzioni del gestore dell’infrastruttura relativa alla determinazione e riscossione dei canoni e all’assegnazione delle tracce orarie e libertà di accesso al mercato dei trasporti di merci e di passeggeri per ferrovia da parte delle imprese ferroviarie a condizioni eque, non discriminatorie e trasparenti, tali da garantire lo sviluppo della concorrenza.
Fino ad oggi infatti l’unico settore ferroviario realmente liberalizzato è quello relativo al trasporto merci, mentre quello passeggeri resta in gran parte chiuso. Soltanto Svezia e Regno Unito hanno aperto integralmente i relativi mercati mentre Austria, Italia, Repubblica ceca e Paesi Bassi si sono limitati a un’apertura parziale unicamente nel comparto dell’Alta Velocità e delle relazioni su medie e lunghe distanze. Adesso sarà compito degli Stati Membri dare applicazione alle nuove norme che stabiliscono come termine ultimo per l’apertura a nuovi operatori nel trasporto passeggeri il mese di dicembre 2019.
L’applicazione del testo della “direttiva Recast” nel nostro paese ha ovviamente alimentato un serrato confronto con opinioni diverse, malumori e prese di posizione da parte sia di organismi di controllo e gestione come l’Autorità di regolazione dei Trasporti (ART), sia dalle uniche due imprese che attualmente operano in libero mercato lungo la rete Alta Velocità, Trenitalia, del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e Nuovo Trasporto Viaggiatori.
Le norme maggiormente contestate sono quelle relative al ruolo dell’ART, che subisce una sorta di depotenziamento relativamente alle sue competenze, autonomia e spazi decisionali. Infatti le disposizioni approvate dal Governo obbligano l’Autorità ad avviare una “fase di consultazione” con il ministero dei Trasporti e quello dell’Economia per la determinazione dei canoni di accesso alla rete, gli stessi dicasteri avranno anche l’opportunità, attraverso decreto e sentita l’Autorità, di istituire una sovrattassa sul pedaggio per la rete AV volta a finanziare il “servizio universale” ferroviario o investimenti che migliorino l’efficienza della rete.
Decisioni che per NTV-Nuovo Trasporto Viaggiatori rappresentano “Un passo indietro sulla strada delle liberalizzazioni”. Secondo NTV il testo licenziato dal governo contravviene “in vari punti” allo “spirito della norma comunitaria che è quella di favorire il più possibile la concorrenza nel settore del trasporto ferroviario”, mentre “il non corretto recepimento della Direttiva crea di fatto ulteriori ostacoli al libero mercato”.
Sempre per NTV infatti il meccanismo adottato relativamente ai canoni di accesso e l’eventuale sovrattassa finirebbe per favorire comunque l’operatore incumbent, che svolge anche i servizi regionali ed universali, ma soprattutto peserebbe in maniera eccessiva sui bilanci rendendo difficile la possibilità di continuare ad operare in concorrenza.
Giudizio positivo sull’operato del Governo giunge invece dall’AD del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane Michele Mario Elia, per il quale “E’ l’Europa che ha deciso così e il decreto è stato fatto in coerenza con la direttiva europea, noi – ha precisato Elia – non mettiamo in discussione le leggi”. “La Direttiva Recast – ha aggiunto – è un testo legislativo di grande importanza che garantisce una solida base normativa comune in tutt’Europa, chiarendo i ruoli dei Governi, delle imprese ferroviarie, dei gestori dell’infrastruttura, degli organismi di regolazione nazionali e della stessa Commissione”.
L’ultima parola adesso spetta a Bruxelles, dove l’analisi finale delle diverse applicazioni al testo comunitario porteranno molto probabilmente ulteriori osservazioni su alcuni punti, non solo relativi alla piena autonomia delle autorità di regolazioni e dei loro ambiti di applicazione e intervento, ma soprattutto per quanto riguarda la necessaria indipendenza che i gestori delle singole infrastrutture nazionali dovranno poter offrire per garantire la piena liberalizzazione di tutti i servizi dal 2019.

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