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Il nuovo Vivalto in sosta nella stazione di Ladispoli - Foto Gruppo Fs Italiane
Consegnato a Ladispoli il diciassettesimo Vivalto acquistato dalla Regione Lazio
14 Luglio 2015 Ferrovie
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Salgono a 17 i nuovi convogli Vivalto acquistati dalla Regione Lazio per i pendolari laziali. Il diciassettesimo treno, dei 26 previsti, è stato consegnato presso la stazione di Ladispoli e andrà a rinforzare il servizio sulla linea FL5 Civitavecchia – Roma Termini.
Presenti all’inaugurazione il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l’AD di Trenitalia, Vincenzo Soprano, e l’assessore regionale alle Politiche del Territorio, alla Mobilità e ai Rifiuti, Michele Civita.
La nuova offerta ferroviaria della Regione Lazio tiene conto di un lavoro che è stato portato avanti a stretto contatto con le associazioni, con i comitati dei pendolari e con gli enti locali. Una fase di ascolto importante che ha consentito, grazie ad un percorso partecipativo, di rimodulare l’offerta dedicata all’utenza sulla base delle esigenze dei pendolari negli orari più critici.


Il nuovissimo treno Vivalto, consegnato alla stazione di Ladispoli, composto da 6 carrozze di cui una semipilota, ha una capacità di trasporto di circa 720 posti a sedere per un totale di circa 1000 posti disponibili ed è dotato di impianto di climatizzazione, di monitor per la diffusione di video informativi, di videosorveglianza a circuito chiuso, di zona attrezzata per i disabili e di un’area polifunzionale attrezzata anche per il trasporto delle biciclette.
Il numero complessivo delle vetture consegnate nel Lazio sale così a 126 rispetto alle 130 previste dal Piano di Investimenti, mentre il numero delle locomotive sale a 21, rispetto alle 26 del Piano di Investimenti.
Con la consegna alla Regione Lazio del treno Vivalto viene rafforzato e migliorato il materiale rotabile a disposizione dei pendolari del Lazio, venendo incontro alle esigenze degli utenti del trasporto su ferro. La Regione Lazio intende investire le risorse economiche concentrando gli interventi in favore della “Cura del ferro”, aumentando l’offerta dei collegamenti ferroviari da e verso Roma per le decine di migliaia di passeggeri che utilizzano il trasporto pubblico per motivi di studio o di lavoro, sia in termini di frequenza che di capacità.
Investire nel trasporto pubblico su ferro vuol dire anche fare del bene all’ambiente, poiché il treno produce il 90% di emissioni inquinanti in meno rispetto ai tradizionali veicoli su gomma, e decongestionare dal traffico le principali arterie stradali di accesso alla Capitale. Si tratta di una vera e propria “rivoluzione culturale” che ha l’obiettivo di incentivare il ricorso al trasporto pubblico su ferro.

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