FS pigliatutto acquisiscono Ferrovie Sud Est

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Ad85-86 FSE - Foto Simone Cirfera

Ad85-86 FSE
Foto Simone Cirfera

Le Ferrovie del Sud Est-FSE verranno assorbite da un vorace gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che mostra una palese intenzione a diventare un operatore intermodale regionale ferro/gomma anche attraverso la sua controllata Busitalia ritornando nel trasporto automobilistico, quindi, in territorio pugliese in forma ufficiale.
Il vertice che si è tenuto tra i rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e responsabili FS Italiane e FSE ha avuto esito positivo e le parti hanno trovato un accordo di massima. Ora, però, toccherà ai tecnici di Ministero, FSE e Trenitalia individuare tempi e modi del passaggio di proprietà. Potrebbe trattarsi solo di cessione di alcuni rami d’azienda, che dovrebbe rimanere autonoma per non perdere il suo maggiore asset del trasporto su gomma, e che, salvo ritardi e colpi di scena, dovrebbe avvenire entro la fine di luglio anche se l’amministratore delegato di FS, Renato Mazzoncini, ha mostrato ottimismo contando di portarla a termine “anche in 40 giorni”. Un’operazione che sarà rapida anche perché i bilanci FSE non permettono perdite di tempo: l’azienda sta affondando sotto il peso di un debito di oltre 350 milioni di Euro, di cui buona parte con molte banche.
“È stato un incontro molto positivo – ha commentato il commissario FSE, Andrea Viero – un passo importante verso il salvataggio dell’azienda”. Il commissario è convinto che sia stata individuata e intrapresa la “strada migliore anche se – aggiunge – ci lasciamo aperte altre soluzioni, nel caso dovessero essere necessarie”.
Le due alternative sarebbero o la creazione di una newco, lasciando i debiti nella bad company, oppure il versamento da parte del ministero di circa 100 milioni di euro nella casse di FSE, il successivo risanamento e il passaggio di proprietà alla Regione Puglia. “Ma la soluzione FS è quella più rapida e che garantisce continuità aziendale” ha precisato Viero. La partita non può considerarsi definitivamente chiusa, ma la trattativa è ben avviata e il futuro di Ferrovie Sud Est appare delineato. Per il momento, quindi, i 100 milioni promessi dal ministro Graziano Delrio restano congelati.
L’integrazione di Sud-Est in Trenitalia, vista con grande favore dall’assessore regionale ai trasporti Gianni Giannini, potrebbe essere la carta vincente per chiudere presto la questione, ma anche se i tempi saranno brevi bisogna chiarire gli aspetti economico-finanziari altrimenti si rischia di trasferire semplicemente il problema dal Ministero delle Infrastrutture al Ministero economia e finanze (MEF), che controlla il gruppo FS e che, dopo il decreto Madia, dovrà accentrare tutte le partecipazioni pubbliche.
I sindacati esprimono una certa fiducia per uno scenario, a detta loro, finalmente solido dopo anni di gestione disastrosa e in una nota congiunta il segretario generale della Filt Cgil, Alessandro Rocchi e la segretaria generale della Filt Puglia, Maria Teresa De Benedictis spiegano che “per verificare adesso l’effettiva concretezza e la sostenibilità dell’ipotesi di intervento del gruppo FS già da subito i tecnici del MIT e delle due aziende devono delineare i possibili scenari del piano industriale”. Anche la Uil, pur sostenendo all’inizio l’ipotesi avanzata dal governatore Emiliano di dare vita ad una newco, non disdegna l’ingresso di FS, come dichiarato da Alfonso Galiano, il segretario regionale confederale di Uil con delega ai Trasporti.
I sindacalisti inoltre chiedono di pensare soprattutto agli aspetti di gestione immediata dei servizi e alla loro continuità focalizzata poi, a situazione risanata, ad una decisa impennata qualitativa e quantitativa avendo anche a cuore la spinosa questione occupazionale che però, con l’ingresso nell’universo del gruppo FS, si spera possa garantire la conservazione dei livelli occupazionali e anche la soluzione delle numerose vertenze aperte risolvendo in un colpo solo queste delicate questioni.
Mentre, dunque, proseguono i colloqui bisognerà continuare a lavorare sulla riorganizzazione e sul piano di salvataggio, perché entro il 30 giugno dovrà essere approvato il bilancio 2015 ed in quella sede il commissario dovrà fornire al ministero un quadro preciso della situazione.
Il fallimento, per quanto ancora astrattamente possibile, costituirebbe un disastro terribile non solo per i 1300 dipendenti, ma soprattutto per i 1600 fornitori e gli oltre 10 milioni di passeggeri e per la Regione Puglia, ma con l’arrivo di FS esso si allontanerebbe decisamente e potrebbe aprirsi per FSE la via della rinascita.

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